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Descrione Percorso
LUOGO PARTENZA: Schilpario - Val di Scalve (BG)
LUOGO ARRIVO: Schilpario - Val di Scalve (BG)
TEMPO DI PERCORRENZA: ore 5, 45 effettive
LUNGHEZZA PERCORSO: km 33,8
DISLIVELLO: 1416 mt.
GRADO DI DIFFICOLTA': MOLTO IMPEGNATIVO per: la lunghezza, il notevole dislivello e i tratti non ciclabili.
CICLABILITA': 85 %
STAGIONI CONSIGLIATE: estate
RIFUGI D'APPOGGIO: Rifugio al Passo del Vivione
CARTINE: Kompass N° 94 - Edolo - Aprica
PERCORSO EFFETTUATO IL: 16.08.2008
Parcheggiata l'auto alla Fraz. Ronco a mt. 1100, poco prima di Schilpario, iniziamo a salire, su asfalto, in direzione Passo del Vivione (mt. 1828). Dopo 14,5 km. raggiungiamo il Passo (ore 1,25 - mt. 728 di dislivello) e, poco prima del rifugio, giriamo a sinistra su una stradina sterrata, in piano, per circa un chilometro. Seguiamo la mulattiera militare marcata CAI n° 416 che, nella prima parte, è particolarmente sconnessa dove ha inizio la salita vera e propria; nonostante le pendenze non siano quasi mai eccessive, i tratti ciclabili risultano molto limitati. Passiamo il Lago di Valbona (mt. 2055) e, spingendo la MTB, superiamo un tratto esposto con un cavo metallico, dove è necessaria molta attenzione. Con parecchia fatica, raggiungiamo il Passo del Gatto a mt. 2416 (km. 20,7 - ore 3,20 - mt. 1325 di dislivello). Dopo un tratto in discesa e un lungo traversone in quota, attraversando scenari da favola, superiamo le ultime due brevi risalite che conducono, finalmente, ai bellissimi Laghetti del Venerocolo a mt. 2293 (km. 24,1 - ore 4,30 - mt. 1411 di dislivello). Ad un bivio giriamo a sinistra, sulla mulattiera segnalata con il n° 414, da dove inizia una bellissima "picchiata" lunga 9 km., con uno sviluppo di 1300 mt. di dislivello. La discesa molto tecnica, sassosa e faticosa, richiede un'ottima padronanza nella conduzione della MTB. Perdiamo rapidamente quota attraverso la Valle del Venerocolino. Terminando questa entusiasmante discesa, incrociando la strada statale, giriamo a destra e in breve raggiungiamo il punto di partenza.
Buona pedalata e buon divertimento a tutti.
Decrizione Percoso
LUOGO PARTENZA: Tirano (SO)
LUOGO ARRIVO: Tirano (SO)
TEMPO DI PERCORRENZA: ore 6,30 effettive
LUNGHEZZA PERCORSO: km 43,7
DISLIVELLO: 1990 mt.
GRADO DI DIFFICOLTA': MOLTO IMPEGNATIVO per la lunghezza, il notevole dislivello, il tratto non ciclabile al termine della strada sterrata e i tratti tecnici in discesa.
CICLABILITA': 95 %
STAGIONI CONSIGLIATE: estate
RIFUGI D'APPOGGIO: Rifugio Schiazzera (tel. 347-2608250)
CARTINE: Kompass N° 94 Edolo - Aprica
PERCORSO EFFETTUATO IL: 09.09.2008
Lasciata l'auto a Tirano, (mt. 450) raggiungiamo il vicino argine idrografico destro del fiume Adda e lo percorriamo risalendo la valle lungo la pista ciclopedonale, fino ad arrivare sotto lo sbarramento artificiale di Sernio. Costeggiato il bacino e oltrepassato una piccola centrale idroelettrica, continuiamo diritti fino alla Fraz. Nova; risaliamo poi fino alla Fraz. Montagna e, pedalando su una stradina asfaltata a tornanti, giungiamo a Susen mt. 1630 (km. 26,6 - ore 3,00). Insistiamo a pedalare ora su una strada sterrata ancora per alcuni chilometri, per giungere sotto una balza rocciosa dove la strada termina bruscamente per lasciare posto ad un ripido sentiero. Spingiamo la bici, per una decina di minuti, fino al Rifugio Schiazzera mt. 2080; pedaliamo in direzione di una malga, da dove, sulla sinistra un sentierino solamente in parte ciclabile, permette di raccordarci con una bella mulattiera che, impegnandoci molto, conduce ai Laghi di Schiazzera mt. 2390 (km. 28,5 - ore 4,40). L'itinerario di ritorno percorre a ritroso la mulattiera che abbiamo effettuato all'andata; invece di scendere alla malga e al Rifugio, continuiamo a destra in direzione Costa del Monte Masuccio. Poco dopo, la mulattiera si trasforma in sentierino che, nella prima parte, scende lungo alcuni tornantini e successivamente prosegue lungo un traversone, fino all'Alpe Ghiaccio mt. 1690 (km. 33,8 - 5,30). Proseguiamo in discesa fino a Pra Baruzzo, dove la strada asfaltata passando per la Fraz. Baruffini, velocemente, ci riporta a Tirano.
Buona pedalata e buon divertimento a tutti.
Descrizione Percorsi
LUOGO PARTENZA: Campodolcino - Valchiavenna (SO)
LUOGO ARRIVO: Campodolcino - Valchiavenna (SO)
TEMPO DI PERCORRENZA: ore 6,30 effettive
LUNGHEZZA PERCORSO: km 40,6
DISLIVELLO: 1615 mt.
GRADO DI DIFFICOLTA': IMPEGNATIVO per: la lunghezza e il notevole dislivello.
CICLABILITA': 98 %
STAGIONI CONSIGLIATE: estate
RIFUGI D'APPOGGIO: Passaggio a Madesimo e Rif. Bertacchi
CARTINE: Kompass N° 92 - Chiavenna - Val Bregaglia
PERCORSO EFFETTUATO IL: 30.08.2008
Partiamo dal paese di Campodolcino (mt. 1066) e seguiamo per intero la vecchia e caratteristica strada asfaltata che, a tornanti e con alcune brevi gallerie, porta a Pianazzo (attenzione: alle prime case seguire la strada vecchia, a destra). Giunti a Madesimo, (mt. 1538) poco dopo la partenza della seggiovia, giriamo a destra in direzione Motta Alta; in breve, su sterrato, raggiungiamo il grande e incombente monumento dorato della Madonna (km. 11 - ore 1,20 - mt. 800 di dislivello); poi, tramite un sentierino, raggiungiamo l'incantevole Lago Azzurro (mt. 1853). L'itinerario prosegue verso gli impianti che salgono da Madesimo che, con andamento saliscendi, porta nel Vallone del Groppera e alle baite omonime (mt. 1910). Scendiamo velocemente su asfalto fino alle prime case di Madesimo poi, evitando di passare nel paese, pedaliamo leggermente a monte su sentieri e stradine sterrate, fino alla Fraz. Macolini. Seguiamo ora per tutto il suo sviluppo la strada sterrata, di recente costruzione, che corre lungo la parte superiore dei larghi costoloni erbosi degli Andossi, superando alcuni brevi, ma ripidi strappi asfaltati. Vale sicuramente la pena lasciare la bici all'inizio del sentiero che, con alcuni tratti strapiombanti, in circa 30 minuti porta al Lago di Emet e al Rifugio Bertacchi a mt. 2196 (km. 25,4 - ore 3,50 - mt. 1463 di dislivello). Ritornati sui nostri passi, risaliamo in sella e scendiamo lungo la stradina che porta alla SS. n. 36 a metà del Lago di Montespluga e ci dirigiamo, a sinistra, verso la prima diga di Stuetta. Passiamo alla base della diga e risaliamo su una sterrata che conduce alla seconda diga; ora ci aspetta un'impressionante e molto particolare discesa nelle Gole del Cardinello, caratterizzata nella prima parte da un percorso completamente strapiombante e scavato nella roccia. La massima prudenza e qualche pezzo con la bici a mano, permettono di percorrere, con sicurezza, questo tratto bellissimo e affascinante, fino a raggiungere la larga strada sterrata che termina a Isola (mt. 1268). E' ora possibile, risalendo su asfalto qualche centinaio di metri in direzione Pianazzo, imboccare un sentierino che, correndo sulle sponde del Torrente Liro, ci riporta a Campodolcino.
Buona pedalata e buon divertimento a tutti.
Descrizione Percorso
LUOGO PARTENZA: Bormio - SS. n. 38 Passo Stelvio (SO)
LUOGO ARRIVO: Bormio - SS. n. 38 Passo Stelvio (SO)
TEMPO DI PERCORRENZA: ore 6,00 effettive
LUNGHEZZA PERCORSO: km 46,4
DISLIVELLO: 1970 mt.
GRADO DI DIFFICOLTA': MOLTO IMPEGNATIVO per: la lunghezza, il notevole dislivello e alcuni tratti non ciclabili.
CICLABILITA': 95 %
STAGIONI CONSIGLIATE: estate
RIFUGI D'APPOGGIO: Alberghi al Passo Stelvio
CARTINE: Kompass N° 072 - Parco Nazionale dello Stelvio
PERCORSO EFFETTUATO IL: 28.07.2008
Oltrepassato Bormio in auto lungo la SS. n. 38 dello Stelvio, oltre i Bagni Vecchi, parcheggiamo in una piccola piazzola, a sinistra, in concomitanza della sterrata che sale da Boscopiano. Superando gli impegnativi tornanti, raggiungiamo la Terza Cantoniera dove, poco prima, scendiamo per poco e andiamo a percorrere la bella stradina militare che porta al Laghetto Alto mt. 2602 (km. 13,8 - ore 1,55). Seguendo il sentierino che taglia nel pascolo, velocemente siamo nuovamente sulla strada asfaltata e, in breve, al Passo dello Stelvio. Sulla sinistra la ripidissima sterrata, in circa 15 minuti a spinta, termina alla Cima Garibaldi a mt. 2838 (km. 17,3 - ore 2,35 - mt. 1294 di dislivello). Una stupenda mulattiera a tornanti conduce a metà strada tra la dogana Svizzera e quella Italiana, dove prende il via un sentiero che, con andamento saliscendi, porta prima al Baitello di Cogno per risalire fino alla Bocchetta di Forcola, mt. 2768 (km. 24,6 - ore 3,30 - mt. 1576) permettendoci di stare in sella fino poco sotto la Bocchetta. Dalla cresta, piena di trinceramenti, scendiamo (ignorare il primo bivio a sinistra) fino ad un bivio a quota 2630, curvando a sinistra verso le Bocche di Pedenoletto e Pedenolo. Il tratto iniziale è ciclabile, ma in breve, diventa un ripido sentiero che porta alle Bocche di Pedenoletto (mt. 2790), collegandosi successivamente con una breve discesa, alle Bocche di Pedenolo (km. 27,4 - ore 4,15 - mt. 1723 di dislivello). Un bellissima carrareccia corre e perde quota fra pascoli erbosi, guidandoci fino alla Malga Pedenolo, sospesa sull'orlo di una balza rocciosa. Da qui si deve scendere, con moltissima cautela, lungo un sentierino ripido, sassoso e molto aereo che serpeggia per 3 km., fino ad incrociare la sottostante Val Forcola a quota 2000. Scavalcato il ponticello sul torrente, ci dirigiamo, a sinistra, lungo la sterrata che ci condurrà ai Laghi di Cancano; ritorniamo sui nostri passi per un poco e, all'incrocio, pieghiamo a destra, in discesa nel bel bosco, fino alla Malga di Boscopiano. Attraversiamo il ponte sul Torrente Braulio e, affrontando l'ultima fatica, ci troviamo sulla statale dello Stelvio, per ritornare al nostro punto di partenza.
Buona pedalata e buon divertimento a tutti.