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Descrione Percorso

LUOGO PARTENZA: Ponte di Legno (BS)
LUOGO ARRIVO: Ponte di Legno (Bs)
TEMPO DI PERCORRENZA: ore 7,00 effettive
LUNGHEZZA PERCORSO: km. 66,9
DISLIVELLO: mt. 2344
GRADO DI DIFFICOLTA’: MOLTO IMPEGNATIVO
CICLABILITA’: dal Rif. Bozzi alla Forcellina del Montozzo 10% - dalla Forcellina del Montozzo a Pejo Fonti 98% - nel restante percorso 100%
STAGIONI CONSIGLIATE: primavera inoltrata – estate - autunno
RIFUGI D’APPOGGIO:
Rifugio Bozzi tel 0364 900152 e passaggio nei paesi
ACQUA LUNGO IL PERCORSO: diverse fontane e occasionali sorgenti
CARTINE: KOMPASS N° 71 – 72 – 73
PERCORSI ALTERNATIVI: da Ponte di Legno, è possibile seguire, fino al terzo tornante, la S.S. 42 che conduce al Passo Tonale ed imboccare la sterrata che, dopo circa 6 km., arriva a Case di Viso.
PERCORSO EFFETTUATO IL: 03.09.11
NOTE: Consigliata una full – Molto utile la traccia GPS.

Grandioso percorso ad anello che si sviluppa fra i confini della Valle Camonica e la Val di Sole, in un ambiente di alta montagna estremamente ricco di bellezze naturali e di testimonianze della “Guerra bianca”. Il circuito, che corre nel Parco Nazionale dello Stelvio, è molto impegnativo per lunghezza e dislivelli, ma sicuramente di grande soddisfazione e rimarrà fra i nostri ricordi. La partenza avviene da Ponte di Legno a mt. 1258; attraversiamo il centro ed iniziamo a pedalate sulla vecchia strada che porta ad incrociare la Statale che conduce al Passo Gavia. Dopo quasi sei chilometri, (al bivio fontana) abbandoniamo la S.S. 300 e curviamo a destra verso Pezzo (mt. 1550), da dove, tramite una stradina, arriviamo al magnifico alpeggio di Case di Viso, a mt. 1763 (fontana) - (km. 9,2 - ore 0,50 - mt. 505 di dislivello). Attraversiamo il ponticello ed iniziamo a seguire la bellissima strada militare che, con una lunga serie di larghi tornanti, prende rapidamente quota lungo il ripido versante erboso, con pendenze impegnative, ma costanti. Quasi improvvisamente giungiamo al Rifugio Bozzi, situato a 2478 metri; approfittando della pausa, visitiamo i resti di un villaggio militare, trasformato in museo storico, all’aperto. A fianco del Lago di Montozzo inizia una ripidissima rampa sterrata che, in una quindicina di minuti, a fatica, con la bici a spinta, porta all’ampia Forcelllina del Montozzo, a ben 2613 mt. di quota (km. 17,6 - ore 2,25 - mt. 1355 di dislivello). I premi per la fatica fatta sono: un panorama mozzafiato sui gruppi granitici dell’Adamello-Presanella, dell’Ortles-Cevedale e il pensiero che ci attendono 1600 mt. di discesa, quasi continua. Dopo aver scattato qualche foto, accanto ad alcuni resti di trincea, iniziamo a far correre le nostre ruote artigliate sul sentiero che, nella prima parte è con fondo liscio e veloce ma, in seguito, diventa: tecnico, sassoso, accidentato e in alcuni tratti esposto, richiedendo ottime capacità nella conduzione del mezzo. Da una sorta di terrazza panoramica ammiriamo ai nostri piedi il Lago Palù che, nelle sue acque di color turchese intenso, si specchia una corona di montagne. Al bivio giriamo a destra, seguendo le indicazioni verso l’itinerario 111b, Lago Pian Palù e Fontanino; compiendo un lunghissimo traverso, siamo alla Malga Cellentino, (fontana) dove, pieghiamo a destra, passando per un cancello di legno. Prima, una serie di impegnativi gradini e, successivamente, una larga mulattiera portano alla Loc. Fontanino a mt. 1681; a fianco dell’alberghetto è possibile provare l’acqua ferruginosa, direttamente dalla sorgente. Non attraversiamo il ponticello che porta sull’asfalto, ma continuiamo diritti, verso Pejo Fonti e nr. 110, sul sentiero che corre sulla destra orografica del Torrente Noce; questo tratto è caratterizzato da pezzi veloci, intervallato da una breve, ma ripidissima salita da affrontare a spinta, in meno di 5 minuti. Sbucando sulla strada asfaltata andiamo ad attraversare la cittadina di Pejo Fonti a mt. 1393 (km. 30 - ore 3,40) e, proseguendo più sotto, siamo a Cogolo di Pejo; poco dopo lo stabilimento di imbottigliamento dell’acqua minerale Pejo, giriamo a destra attraversando il Torrente Noce, imboccando la bella pista ciclabile che condurrà direttamente a Fucine (mt. 987) (km. 39,4 - ore 4,05 - mt. 1441 di dislivello). Ci dirigiamo a destra, verso il Passo del Tonale lungo la SS 42; dopo 500 mt., pieghiamo a sinistra, andando ad attraversare un ponte, dove prende il via una bella stradina bianca che sale lungo le sponde del Rio Vermigliana. Ad un bivio, non continuiamo in direzione di una sbarra metallica, ma saliamo ripidamente a sinistra (cartello divieto accesso); all’incrocio successivo, giriamo a destra, in piano, in direzione Pizalegn, nr. 63. Attraversato un ponticello di legno, proseguiamo lungo la piana sottostante (fontana) il paese di Vermiglio (mt. 1250); ignorando i successivi cambi di direzione, pedaliamo sempre verso Cedron nr. 62. Al bivio, in corrispondenza di un traliccio elettrico, curvando a destra siamo all’Agriturismo Volpaia, dove andiamo a sinistra, per poco su asfalto, (fontana) poi, nuovamente su sterrata. Successivamente, scavalcando un ponte sul rio (direz. Pizalegn) in breve troviamo l’asfalto; giriamo a sinistra, percorrendolo solamente per un centinaio di metri, infilandoci poi sulla strada sterrata a sinistra in piano, verso Maso Stavel e Baita Velon. Sfiorando le Caserme diroccate di Stavel, raggiungiamo il Maso la Cadin (fontana) e seguiamo agli incroci successivi, le indicazioni per gli itinerari nr. 62 e 63. Giunti alla Baita Velon, (mt. 1349) passiamo a fianco del ristorante e proseguiamo a sinistra su asfalto, per circa 300 mt.. Dopo il curvone, prima di alcune case, imbocchiamo la bellissima strada militare che: con il fondo liscio, compatto e con pendenza regolare, attraverso una serie di larghi tornanti, permette di ricollegarci alla S.S. 42, in prossimità del Passo del Tonale a mt. 1890 (km. 58,9 - ore 6,45 - mt. 2344 di dislivello). Per ritornare al punto di partenza, ci aspetta ancora un’entusiasmante discesa con 600 mt. di dislivello. Essa si sviluppa seguendo interamente la pista di sci che, dal passo, porta a Ponte di Legno, attraverso una strada sterrata di servizio, oppure lungo il divertente tracciato di downhill. Stanchi, ma felici, consapevoli di aver vissuto un’esperienza unica concludiamo la lunga cavalcata con un panino speck e fontina, accompagnato da un birra alla spina. Buona pedalata e buon divertimento.

L’anello del Montozzo

Escursione del 03 Settembre 2011

Descrione Percorso

LUOGO PARTENZA: Valbondione (Alta Valle Seriana) BG
LUOGO ARRIVO: Valbondione (Alta Valle Seriana) BG
TEMPO DI PERCORRENZA: ore 5,00 effettive
LUNGHEZZA PERCORSO: km 26,8
DISLIVELLO: 1413 mt.
GRADO DI DIFFICOLTA': MOLTO IMPEGNATIVO
CICLABILITA': da Valbondione al Rif. Barbellino 80% - dal Rif. Barbellino al bivio descritto nella relazione 100 % - dal bivio alla selletta 1% - dalla selletta a Valbondione 97%
STAGIONI CONSIGLIATE: tarda primavera - estate - autunno
RIFUGI D'APPOGGIO: Rif. Curò tel. 0346.44.076 - Rif. Barbellino
tel. 339/6165067
ACQUA LUNGO IL PERCORSO: Valbondione e vari torrenti.CARTINE: Kompass N° 104 - Foppolo - Valle Seriana
PERCORSI ALTERNATIVI: dal bivio, descritto nella relazione, è possibile senza problemi, seguire integralmente fino a Valbondione il percorso fatto durante la salita.
PERCORSO EFFETTUATO IL: 21.08.2010
NOTE: Consigliata una full. - Utile la traccia GPS lungo la discesa. - In alcuni incroci, di difficile orientamento, seguire la direzione segnalata da marcature arancioni.

Valbondione, situata a 900 mt. s.l.m., incassata fra ripide e alte vette nell'Alta Valle Seriana, luogo dove le "Cascate del Serio", alcune volte all'anno, danno spettacolo è il punto di partenza di questo panoramico e gratificante percorso. A metà paese, sulla sinistra, parcheggiamo l'auto nel grande piazzale vicino al palazzetto dello sport. Senza possibilità di riscaldare i muscoli, iniziamo a pedalare in salita risalendo completamente l'abitato, seguendo le indicazioni Rifugio Curò. Imbocchiamo la stradina a sinistra che, poco dopo, diventa sterrata e si sviluppa con un buon fondo, ma con una pendenza sempre continua e impegnativa. All'uscita del bosco la traccia si stringe diventando una larga mulattiera e, in alcuni tratti, i sassi smossi obbligano a procedere a spinta; guardando in alto scorgiamo il locale invernale del Rifugio Curò e, a sinistra, il salto di rocce dove l'acqua fuoriuscita dal Lago del Barbellino, crea le spettacolari cascate. Procediamo in sella una serie di larghi tornanti, ad esclusione di alcuni pezzi molto sconnessi, per arrivare ad un lungo traverso molto caratteristico, scavato nella parete verticale e strapiombante del versante, permettendoci di arrivare al Rifugio Curò, (km. 7,5 - ore 1,40 - mt. 958 di dislivello) situato in una posizione incantevole a 1895 mt.. Seguendo le indicazioni Lago naturale Barbellino, andiamo a destra passando sopra la cappelletta e lo spettacolo che si presenta è davvero notevole: l'invaso del Lago Barbellino con l'acqua verde, dove si riflettono le montagne che superano i 3000 mt. di quota, chiuso a valle dalla diga. Una suggestiva e divertente pedalata sul lungolago attraversa alcuni spumeggianti torrentelli, portandoci nell'incavo del Fiume Serio, dove la larga mulattiera si incunea. Spingendo per pochi pezzi la MTB, scorgiamo il Rifugio Barbellino posto sopra un dosso; in pochi minuti ci troviamo sulle sponde del silenzioso Lago superiore di Barbellino a mt. 2128 (km. 11,3 - ore 2,20 - mt. 1182 di dislivello). Pur essendo a fine estate, vediamo ancora grandi depositi di neve immeggersi nelle acque. Dopo una meritata pausa al rifugio, giriamo le spalle al maestoso Monte Torena (mt. 2911) e ripercorriamo, in discesa, la strada percorsa in precedenza. Ritornati in vista del grande lago, è impossibile resiste a qualche scatto panoramico; oltre il Rifugio Curò affrontiamo con estrema cautela, oppure a piedi, il delicato passaggio nella roccia e continuiamo fino al primo tornante dove troviamo le indicazioni per Lizzola, sentiero marcato CAI n° 306 (km. 17,4 - ore 3,10). A questo punto abbiamo due opportunità: seguire integralmente fino a Valbondione, senza problemi il percorso fatto durante la salita, oppure cavalcare il "Sentiero delle Orobie" fino nelle vicinanze di Lizzola. Se decidiamo per la seconda, dobbiamo essere consapevoli che il sentiero è molto impegnativo e faticoso perché: frequenti e lunghi sono i tratti in cui la bici è da spingere o portare; si transita su uno stretto tracciato malagevole scavalcando ripidi e scivolosi canaloni. Nella parte iniziale prima corriamo sul fianco scosceso del monte, poi affrontiamo due ripidi intervalli con la MTB a spinta per circa 10 minuti. Catturando particolari vedute su Valbondione, con molta attenzione, superiamo alcuni aerei dirupi con terra smossa, camminando per altri 15 minuti. Al bivio ignoriamo il sentiero CAI n° 306 che scende verso Lizzola, per continuare in quota sul n° 304; più avanti, per raggiungere la sella, non resta altra possibilità che caricarsi la bike a spalla per coprire in circa 20 minuti, i 130 mt. di dislivello. La faticosa ascesa termina finalmente ad una selletta, (km. 18,9 - ore 4,00- mt. 1413 di dislivello) da dove godiamo una fantastica panoramica; la discesa è caratterizzata dal primo tratto da fare a piedi: molto ripida, ingombra di vegetazione e con molti ostacoli. Poco sotto, l'itinerario diventa ciclabile: inizialmente è tecnico ed impegnativo da affrontare con attenzione, ma abbassandoci di quota risulta scorrevole e divertente. Ad un bivio, nelle vicinanze del torrente, abbandoniamo il "Sentiero delle Orobie", curviamo a destra nel pascolo e passiamo davanti alla bella malga, proseguendo in piano verso il bosco di faggi. Nella prima parte il fondo è molto rovinato per la presenza di grossi sassi, ma, in breve, diventa completamente liscio, veloce e molto divertente; mantenendo sempre la traccia principale, sbuchiamo nel centro di Lizzola a mt. 1258 (km. 23,5 - ore 4,40) dopo aver compiuto il lunghissimo "off road". Passando a fianco della chiesa e, tagliando tutto il centro del paese, arriviamo sulla strada provinciale dove giriamo a destra per pochi metri. In concomitanza della prima casa del paese, abbandoniamo l'asfalto e infiliamo il sentiero che scende a sinistra; alcune frecce di colore giallo indicano la mulattiera che taglia la serie di tornanti, riportandoci a Valbondione.

Buona pedalata e buon divertimento.


Rifugio Curò - Lago del Barbellino - Lizzola

Escursione del 21 Agosto 2010

Descrione Percorso

LUOGO PARTENZA: Val Dorizzo - Comune di Bagolino (BS)
LUOGO ARRIVO: Val Dorizzo - Comune di Bagolino (BS)TEMPO DI PERCORRENZA: ore 4,45 effettive
LUNGHEZZA PERCORSO: km 37,8
DISLIVELLO: 1502 mt.
GRADO DI DIFFICOLTA': MOLTO IMPEGNATIVO
CICLABILITA': dal Rif. Bazzena al termine del sentiero verso Malga Cadino 40% - dal Rif. Crocedomini a Val Dorizzo 95% - nel restante percorso 100%
STAGIONI CONSIGLIATE: estate
RIFUGI D'APPOGGIO: Rif. Crocedomini - Rif. Bazena - Rif. Tita Secchi
CARTINE: Kompass N° 103 - Le Tre Valli Bresciane
PERCORSO EFFETTUATO IL: 07.08.2010

Questo grandioso percorso, nel Parco Naturale dell'Adamello, è molto spettacolare dal punto di vista panoramico, ma richiede un'ottima preparazione fisica e capacità tecniche in discesa, oltre che alla consapevolezza di dovere affrontare lunghi tratti con la bici a spinta. Con l'auto, seguendo la Statale del Caffaro fino al termine del Lago d'Idro, troveremo le indicazioni per Bagolino e Gaver; quattro chilometri dopo Bagolino siamo a Val Dorizzo, dove parcheggiamo nel piazzale dell'Hotel Stella Alpina (mt 1185). Iniziamo a pedalare, in direzione Passo Crocedomoni, sulla bella e poco trafficata stradina asfaltata che, con pendenza regolare, passa per Gaver e prosegue con una serie di tornanti tagliati nella pineta, fino al Goletto di Cadino a mt. 1938 (km. 9,4 - ore 1,05 - mt. 597 di dislivello). Dopo una breve discesa, saliamo lungo altri quattro tornanti per vedere, davanti a noi, l'imponente Cornone di Blumone e la stradina sterrata che percorreremo successivamente. Perdiamo velocemente quota, passando per il Passo e il Rifugio Crocedomini a mt. 1892, continuando per poco a destra verso Edolo e Breno; sulla destra, vicino al Rifugio Bazena a mt. 1802, (km. 15,5 - ore 1,30) entriamo nel parcheggio ed infiliamo la piccola sterrata in salita, segnalata con il nr. 1 che, da subito, si presenta molto ripida, con pendenze al limite del ribaltamento dove il brutto fondo, sicuramente non aiuta. Pedalando con molta fatica lungo i pochi tratti che lo permettono, arriviamo ad un bivio vicino alla Malga Fredda a 2081 mt. (km. 17,1 - ore 1,50 - mt. 1002 di dislivello), dove continuiamo a destra, per ammirare,poco dopo, in basso, il Lago di Valferedda. Un lungo traverso, ciclabile solo in poche occasioni, porta al Passo di Valfredda a mt. 2338; scendiamo di poco, passando vicino ad un pannello di legno, poi continuiamo a sinistra sul tracciato che corre sul fianco della montagna, pedalandolo con qualche difficoltà d'equilibrio. Più avanti il fondo diventa veramente impossibile: per la presenza di grossi sassi e per l'attraversamento di alcune pietraie, ma la fatica è alleggerita dal fantastico panorama, e guardando davanti a noi, vediamo l'ardito itinerario di discesa, che zizzaga sul pendio. Al Passo della Vacca, posizionato a mt. 2361, punto più alto della gita, (km. 20,2 - ore 2,30 - mt. 1313 di dislivello) è possibile scendere direttamente, ma vale sicuramente la pena continuare per poco, verso sinistra, dove si apre una grandiosa scenografia: in un catino naturale è inserito il Lago della Vacca dove, nel blu delle acque, si specchia il massiccio del Cornone di Blumone. Con la bici sempre a spinta costeggiamo le sponde del lago, arrivando così alla diga, dove depositiamo la MTB e, a piedi, raggiungiamo il Rifugio Tita Secchi a mt. 2353, godendo una meritata sosta. Recuperate le bici, seguiamo il sentiero fino al Passo della Vacca, scorgendo sulla costa il profilo del caratteristico masso, che dà il nome al lago. Al passo giriamo a sinistra, seguendo la traccia nr. 19, con la prima parte della discesa che compie un lungo traverso, poi una serie di "panoramici" tornanti, disegnati sul fianco della parete che fanno perdere rapidamente quota. Proseguendo fra grossi sassi, arriviamo ad un piccolo pianoro erboso sotto la Corna Bianca; purtroppo questa parte di discesa è molto tecnica e ben poco ciclabile, a causa del fondo assai sconnesso e molto tormentato (consigliata una full). Tornati in sella, superiamo un tratto sabbioso dove termina il sentiero, (km. 23,9 - ore 3,35) e andiamo a percorrere la veloce stradina sterrata che termina sull'asfalto; giriamo a destra, passando sopra la Malga Cadino, ripercorrendo perfettamente l'itinerario fatto in precedenza, fino al Passo Crocedomini. A destra del rifugio, nell'angolo del parcheggio, seguiamo l'indicazione CAI nr. 424 per Val Dorizzo, (km. 31 - ore 4,05) infilando il divertente e tecnico sentiero che andrà a visitare la Val Sanguinera; alternando la discesa, con alcuni brevi tratti a piedi, siamo alla Malga Rondenino Basso, (mt. 1664) dove pieghiamo a sinistra. Ad un tratto troviamo una sterrata realizzata di recente, (km. 34,8 - ore 4,35) che con alcuni pezzi in cemento porta ad un bivio; ignoriamo quella che a sinistra sale verso la Cascina Serese, (CAI nr. 429) proseguiamo a destra fino ad incontrare la strada asfaltata a Val Dorizzo. Non resta che girare a sinistra per trovarci, dopo pochi metri, al punto di partenza di questo spettacolare e"sassoso" itinerario.

Buona pedalata e buon divertimento.

Passo Crocedomini - Lago della Vacca - Val Sanguinera

Escursione del 07 Agosto 2010

Descrione Percorso

LUOGO PARTENZA: Schilpario - Val di Scalve (BG)
LUOGO ARRIVO: Schilpario - Val di Scalve (BG)
TEMPO DI PERCORRENZA: ore 5, 45 effettive
LUNGHEZZA PERCORSO: km 33,8
DISLIVELLO: 1416 mt.
GRADO DI DIFFICOLTA': MOLTO IMPEGNATIVO per: la lunghezza, il notevole dislivello e i tratti non ciclabili.
CICLABILITA': 85 %
STAGIONI CONSIGLIATE: estate
RIFUGI D'APPOGGIO: Rifugio al Passo del Vivione
CARTINE: Kompass N° 94 - Edolo - Aprica
PERCORSO EFFETTUATO IL: 16.08.2008

Parcheggiata l'auto alla Fraz. Ronco a mt. 1100, poco prima di Schilpario, iniziamo a salire, su asfalto, in direzione Passo del Vivione (mt. 1828). Dopo 14,5 km. raggiungiamo il Passo (ore 1,25 - mt. 728 di dislivello) e, poco prima del rifugio, giriamo a sinistra su una stradina sterrata, in piano, per circa un chilometro. Seguiamo la mulattiera militare marcata CAI n° 416 che, nella prima parte, è particolarmente sconnessa dove ha inizio la salita vera e propria; nonostante le pendenze non siano quasi mai eccessive, i tratti ciclabili risultano molto limitati. Passiamo il Lago di Valbona (mt. 2055) e, spingendo la MTB, superiamo un tratto esposto con un cavo metallico, dove è necessaria molta attenzione. Con parecchia fatica, raggiungiamo il Passo del Gatto a mt. 2416 (km. 20,7 - ore 3,20 - mt. 1325 di dislivello). Dopo un tratto in discesa e un lungo traversone in quota, attraversando scenari da favola, superiamo le ultime due brevi risalite che conducono, finalmente, ai bellissimi Laghetti del Venerocolo a mt. 2293 (km. 24,1 - ore 4,30 - mt. 1411 di dislivello). Ad un bivio giriamo a sinistra, sulla mulattiera segnalata con il n° 414, da dove inizia una bellissima "picchiata" lunga 9 km., con uno sviluppo di 1300 mt. di dislivello. La discesa molto tecnica, sassosa e faticosa, richiede un'ottima padronanza nella conduzione della MTB. Perdiamo rapidamente quota attraverso la Valle del Venerocolino. Terminando questa entusiasmante discesa, incrociando la strada statale, giriamo a destra e in breve raggiungiamo il punto di partenza.

Buona pedalata e buon divertimento a tutti.

Passo del Gatto - Laghi di Venerocolo - Valle del Vò

Escursione del 16 agosto 2008

Decrizione Percoso

LUOGO PARTENZA: Tirano (SO)
LUOGO ARRIVO: Tirano (SO)
TEMPO DI PERCORRENZA: ore 6,30 effettive
LUNGHEZZA PERCORSO: km 43,7
DISLIVELLO: 1990 mt.
GRADO DI DIFFICOLTA': MOLTO IMPEGNATIVO per la lunghezza, il notevole dislivello, il tratto non ciclabile al termine della strada sterrata e i tratti tecnici in discesa.
CICLABILITA': 95 %
STAGIONI CONSIGLIATE: estate
RIFUGI D'APPOGGIO: Rifugio Schiazzera (tel. 347-2608250)
CARTINE: Kompass N° 94 Edolo - Aprica
PERCORSO EFFETTUATO IL: 09.09.2008


Lasciata l'auto a Tirano, (mt. 450) raggiungiamo il vicino argine idrografico destro del fiume Adda e lo percorriamo risalendo la valle lungo la pista ciclopedonale, fino ad arrivare sotto lo sbarramento artificiale di Sernio. Costeggiato il bacino e oltrepassato una piccola centrale idroelettrica, continuiamo diritti fino alla Fraz. Nova; risaliamo poi fino alla Fraz. Montagna e, pedalando su una stradina asfaltata a tornanti, giungiamo a Susen mt. 1630 (km. 26,6 - ore 3,00). Insistiamo a pedalare ora su una strada sterrata ancora per alcuni chilometri, per giungere sotto una balza rocciosa dove la strada termina bruscamente per lasciare posto ad un ripido sentiero. Spingiamo la bici, per una decina di minuti, fino al Rifugio Schiazzera mt. 2080; pedaliamo in direzione di una malga, da dove, sulla sinistra un sentierino solamente in parte ciclabile, permette di raccordarci con una bella mulattiera che, impegnandoci molto, conduce ai Laghi di Schiazzera mt. 2390 (km. 28,5 - ore 4,40). L'itinerario di ritorno percorre a ritroso la mulattiera che abbiamo effettuato all'andata; invece di scendere alla malga e al Rifugio, continuiamo a destra in direzione Costa del Monte Masuccio. Poco dopo, la mulattiera si trasforma in sentierino che, nella prima parte, scende lungo alcuni tornantini e successivamente prosegue lungo un traversone, fino all'Alpe Ghiaccio mt. 1690 (km. 33,8 - 5,30). Proseguiamo in discesa fino a Pra Baruzzo, dove la strada asfaltata passando per la Fraz. Baruffini, velocemente, ci riporta a Tirano.


Buona pedalata e buon divertimento a tutti.


Tirano - Laghi di Schiazzera

Escursione del 09 settembre 2008

Descrizione Percorsi

LUOGO PARTENZA: Campodolcino - Valchiavenna (SO)
LUOGO ARRIVO: Campodolcino - Valchiavenna (SO)
TEMPO DI PERCORRENZA: ore 6,30 effettive
LUNGHEZZA PERCORSO: km 40,6
DISLIVELLO: 1615 mt.
GRADO DI DIFFICOLTA': IMPEGNATIVO per: la lunghezza e il notevole dislivello.
CICLABILITA': 98 %
STAGIONI CONSIGLIATE: estate
RIFUGI D'APPOGGIO: Passaggio a Madesimo e Rif. Bertacchi
CARTINE: Kompass N° 92 - Chiavenna - Val Bregaglia
PERCORSO EFFETTUATO IL: 30.08.2008

Partiamo dal paese di Campodolcino (mt. 1066) e seguiamo per intero la vecchia e caratteristica strada asfaltata che, a tornanti e con alcune brevi gallerie, porta a Pianazzo (attenzione: alle prime case seguire la strada vecchia, a destra). Giunti a Madesimo, (mt. 1538) poco dopo la partenza della seggiovia, giriamo a destra in direzione Motta Alta; in breve, su sterrato, raggiungiamo il grande e incombente monumento dorato della Madonna (km. 11 - ore 1,20 - mt. 800 di dislivello); poi, tramite un sentierino, raggiungiamo l'incantevole Lago Azzurro (mt. 1853). L'itinerario prosegue verso gli impianti che salgono da Madesimo che, con andamento saliscendi, porta nel Vallone del Groppera e alle baite omonime (mt. 1910). Scendiamo velocemente su asfalto fino alle prime case di Madesimo poi, evitando di passare nel paese, pedaliamo leggermente a monte su sentieri e stradine sterrate, fino alla Fraz. Macolini. Seguiamo ora per tutto il suo sviluppo la strada sterrata, di recente costruzione, che corre lungo la parte superiore dei larghi costoloni erbosi degli Andossi, superando alcuni brevi, ma ripidi strappi asfaltati. Vale sicuramente la pena lasciare la bici all'inizio del sentiero che, con alcuni tratti strapiombanti, in circa 30 minuti porta al Lago di Emet e al Rifugio Bertacchi a mt. 2196 (km. 25,4 - ore 3,50 - mt. 1463 di dislivello). Ritornati sui nostri passi, risaliamo in sella e scendiamo lungo la stradina che porta alla SS. n. 36 a metà del Lago di Montespluga e ci dirigiamo, a sinistra, verso la prima diga di Stuetta. Passiamo alla base della diga e risaliamo su una sterrata che conduce alla seconda diga; ora ci aspetta un'impressionante e molto particolare discesa nelle Gole del Cardinello, caratterizzata nella prima parte da un percorso completamente strapiombante e scavato nella roccia. La massima prudenza e qualche pezzo con la bici a mano, permettono di percorrere, con sicurezza, questo tratto bellissimo e affascinante, fino a raggiungere la larga strada sterrata che termina a Isola (mt. 1268). E' ora possibile, risalendo su asfalto qualche centinaio di metri in direzione Pianazzo, imboccare un sentierino che, correndo sulle sponde del Torrente Liro, ci riporta a Campodolcino.

Buona pedalata e buon divertimento a tutti.


Alpe Motta - Andossi - Rif. Bertacchi - Gole del Cardinello

Escursione del 30 agosto 2008

Descrizione Percorso

LUOGO PARTENZA: Bormio - SS. n. 38 Passo Stelvio (SO)
LUOGO ARRIVO: Bormio - SS. n. 38 Passo Stelvio (SO)
TEMPO DI PERCORRENZA: ore 6,00 effettive
LUNGHEZZA PERCORSO: km 46,4
DISLIVELLO: 1970 mt.
GRADO DI DIFFICOLTA': MOLTO IMPEGNATIVO per: la lunghezza, il notevole dislivello e alcuni tratti non ciclabili.
CICLABILITA': 95 %
STAGIONI CONSIGLIATE: estate
RIFUGI D'APPOGGIO: Alberghi al Passo Stelvio
CARTINE: Kompass N° 072 - Parco Nazionale dello Stelvio
PERCORSO EFFETTUATO IL: 28.07.2008


Oltrepassato Bormio in auto lungo la SS. n. 38 dello Stelvio, oltre i Bagni Vecchi, parcheggiamo in una piccola piazzola, a sinistra, in concomitanza della sterrata che sale da Boscopiano. Superando gli impegnativi tornanti, raggiungiamo la Terza Cantoniera dove, poco prima, scendiamo per poco e andiamo a percorrere la bella stradina militare che porta al Laghetto Alto mt. 2602 (km. 13,8 - ore 1,55). Seguendo il sentierino che taglia nel pascolo, velocemente siamo nuovamente sulla strada asfaltata e, in breve, al Passo dello Stelvio. Sulla sinistra la ripidissima sterrata, in circa 15 minuti a spinta, termina alla Cima Garibaldi a mt. 2838 (km. 17,3 - ore 2,35 - mt. 1294 di dislivello). Una stupenda mulattiera a tornanti conduce a metà strada tra la dogana Svizzera e quella Italiana, dove prende il via un sentiero che, con andamento saliscendi, porta prima al Baitello di Cogno per risalire fino alla Bocchetta di Forcola, mt. 2768 (km. 24,6 - ore 3,30 - mt. 1576) permettendoci di stare in sella fino poco sotto la Bocchetta. Dalla cresta, piena di trinceramenti, scendiamo (ignorare il primo bivio a sinistra) fino ad un bivio a quota 2630, curvando a sinistra verso le Bocche di Pedenoletto e Pedenolo. Il tratto iniziale è ciclabile, ma in breve, diventa un ripido sentiero che porta alle Bocche di Pedenoletto (mt. 2790), collegandosi successivamente con una breve discesa, alle Bocche di Pedenolo (km. 27,4 - ore 4,15 - mt. 1723 di dislivello). Un bellissima carrareccia corre e perde quota fra pascoli erbosi, guidandoci fino alla Malga Pedenolo, sospesa sull'orlo di una balza rocciosa. Da qui si deve scendere, con moltissima cautela, lungo un sentierino ripido, sassoso e molto aereo che serpeggia per 3 km., fino ad incrociare la sottostante Val Forcola a quota 2000. Scavalcato il ponticello sul torrente, ci dirigiamo, a sinistra, lungo la sterrata che ci condurrà ai Laghi di Cancano; ritorniamo sui nostri passi per un poco e, all'incrocio, pieghiamo a destra, in discesa nel bel bosco, fino alla Malga di Boscopiano. Attraversiamo il ponte sul Torrente Braulio e, affrontando l'ultima fatica, ci troviamo sulla statale dello Stelvio, per ritornare al nostro punto di partenza.

Buona pedalata e buon divertimento a tutti.



Cima Garibaldi - Bocc.ta Forcola - Bocca Pedenoletto

Escursione deL 28 luglio 2008


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