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Rifugio Longo - Lago del Diavolo - Rifugio Calvi

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Descrizione Tecnica Percorso

LUOGO PARTENZA: Carona BG
LUOGO ARRIVO: Carona BG
TEMPO DI PERCORRENZA: ore 3,40 effettive
LUNGHEZZA PERCORSO: km 25,8
DISLIVELLO: 1323 mt.
GRADO DI DIFFICOLTA': IMPEGNATIVO
CICLABILITA': dal Lago del Diavolo all'incrocio con la sterrata che sale da Carona sopra la Baita Armentarga 60% ; dal Rif. Calvi al termine del sentiero sotto il Rif. Baitone 90 % - nel restante percorso 100%.
STAGIONI CONSIGLIATE: tarda primavera - estate - autunno
RIFUGI D'APPOGGIO: Rif. Longo tel. 0345-77070 - Rif. F.lli Calvi tel. 0345.77047
ACQUA LUNGO IL PERCORSO: Carona - Baite del Dosso - Rif. F.lli Calvi
CARTINE: Kompass N° 104 - Foppolo - Valle Seriana
PERCORSI ALTERNATIVI: in parecchi punti, è possibile riprendere la strada sterrata, per ritornare facilmente a Carona.
PERCORSO EFFETTUATO IL: 30.05.2011
NOTE: Consigliata una full. - Utile la traccia GPS. - In alcuni incroci di difficile orientamento, seguire la direzione segnalata da marcature arancioni.Si ricorda: di prestare attenzione, mantenere velocità moderata in discesa sulla strada sterrata perché, durante la stagione estiva, è in funzione il servizio di “jeep navetta” ai Rifugi Longo e Fratelli Calvi.
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Galleria Fotografica

Vista su M.Valrossa


La Conca del Calvi è sicuramente, fra le zone delle Prealpi Orobie, la più conosciuta e frequentata dagli escursionisti che praticano le diverse discipline; questi luoghi hanno, da sempre, un fascino particolare, con i profili delle splendide montagne che racchiudono perle naturali di rara bellezza. Questo percorso si sviluppa completamete su sterrati e sentieri che si snodano in alta quota, passando per i Rifugi Longo e Calvi; le salite sono molto impegnative e dispendiose, mentre le discese sono caratterizzate da parecchi tratti molto tecnici ed altri veloci e filanti. Saliamo con l'auto fino a Carona (mt. 1116) e parcheggiamo nel deposito a destra, subito dopo la chiesetta, (fontana) all'inizio del paese. Pedalando in piano, attraversiamo tutto il centro abitato fino alla centrale idroelettrica Enel dove, sulla sinistra, prende il via una salita che, poco dopo, diventa fondo acciotolato, rendendo la progressione difficoltosa. Poco sopra ritroviamo l'asfalto e, al bivio, andiamo a destra, raggiungendo in breve la bella Frazione Pagliari, (fontana) per poi proseguire lungo la stradina sterrata, che alterna tratti ripidi ed impegnativi, a pezzi in cemento. Superiamo la bella cascata che scende dalla Val Sambuzza e le Baite del Dosso, (fontana) arrivando, dove la strada spiana, al Lago del Prato a mt. 1650; prendiamo fiato e, al bivio prima del ponticello, curviamo a sinistra
su cemento, (km. 5,5 - ore 0,50 - disl. mt. 525) seguendo le indicazioni Rifugio Longo. Su fondo compatto e pendenza media risaliamo quattro tornanti, compiendo poi un lunghissimo traversone che taglia alla base il Monte Masoni, permettendoci di ammirare: in basso il Lago del Prato; in alto da sinistra i Monti Madonnino, Cabianca e Valrossa, solitamente, con ancora alcune macchie di neve, nonostante la stagione inoltrata. Oltre alcune vallette, dopo una curva, improvvisamente vediamo la sagoma bianca del rifugio che contrasta con lo scuro e imponente versante del Monte Aga; guardando in basso, sul versante opposto, notiamo la traccia che andremo a percorrere in discesa. Dopo una pausa nell'accogliente Rifugio F.lli Longo (mt. 2026), affrontiamo a piedi il breve, ma ripido pezzo con il fondo smosso, continuando poi in sella fino al termine della sterrata, trovandoci alla diga dell'incantevole Lago del Diavolo (km. 9,8 - ore 1,35 - disl. mt. 999): situato in un catino naturale a mt. 2142, nelle cui acque, precipitano le pareti strapiombanti del Monte Aga (mt. 2720). Possiamo scegliere se ritornare lungo la sterrata, oppure scendere per il sentiero sotto la diga che, dopo alcuni tornantini non ciclabili, riporta, pedalando, sulla carrareccia. Proprio davanti al Rifugio F.lli Longo, imbocchiamo il tracciato marcato CAI n° 258 che perde rapidamente quota, seguendo le indicazioni Baita Armentarga e Rifugio Calvi. L'intervallo che ci separa dalla Baita Armentarga è il più impegnativo, a livello tecnico del percorso: le parti ciclabili sono da affrontare con estrema cautela e richiedono un'ottima capacità nella conduzione del mezzo. Il tratto iniziale lo superiamo, in gran parte, con la MTB a mano a causa di grossi sassi e "gradini", ma nel pascolo più sotto riusciamo a ciclarla con buona percentuale; dove inizia a spianare facciamo attenzione ad abbandonare la traccia che prosegue diritta, piegando decisamente a sinistra in discesa, in direzione del torrente sottostante. Scavalchiamo la Valle del Sasso, seguendo fedelmente il nr. 258 che piega leggermente a sinistra, alzandosi di poco; prima andiamo a spinta, ma poi ci abbassiamo, in bici, arrivando sul percorso pianeggiante. Godendo di alcuni scorci sul Laghetto Cavasabbia, procediamo lungo la particolare e caratteristica via che deve essere affrontata con estrema attenzione e prudenza, per parecchi passaggi delicati. Lo strettissimo itinerario, intervallando pezzi ciclabili con altri a piedi, corre fra canali scoscesi, tratti incisi nella roccia verticale e passa sopra due passerelle. Un rilassante intervallo piatto porta ad una presa d'acqua ed alla sottostante gippabile che, seguendola verso sinistra, in breve termina al Rifugio, privato, Baita Armentarga a mt. 1816 (km. 12,9 - ore 2,10). Proseguiamo verso la dighetta in cemento, attraversiamo un ponticello metallico e proseguiamo fino al bivio dove seguiamo le segnalazioni per Rif. Calvi, nr. 208; ora non resta che spingere o portare faticosamente la MTB per circa 10 minuti. Sfioriamo l'angolo della costruzione, in mattoni di cemento e continuiamo sul ripido tratturo che va ad incrociare la carrareccia, proveniente da Carona; curviamo a sinistra, andando poi a superare alcuni impegnativi tornanti che conducono a costeggiare l'immenso Lago Fregabolgia, chiuso a valle dalla grande diga. Dopo un ultimo sforzo, siamo al Rifugio F.lli Calvi situato a mt. 2015, (km. 15,3 - ore 2,40 - disl. mt. 1239) per concedendoci una meritata pausa; dalla terrazza (fontana) gustiamo la grandiosa cornice che la bellissima conca regala: splendide montagne, fra le quali domina l'imponente Pizzo del Diavolo, che sfiora i 3000 metri. Lasciato alle spalle il rifugio, scendiamo per una ventina di metri, andando ad infilare il sentiero a destra marcato CAI nr. 208, verso Lago del Prato. Pedaliamo sul panoramico itinerario che, passando sopra il delizioso Lago Rotondo, offre l'occasione per catturare particolari scatti, con il possente profilo piramidale come sfondo. Dopo alcuni passi, il tracciato corre in una lunga diagonale pressochè in piano fino nuovamente alle costruzioni, dove eravamo passati in precedenza. Ripercorriamo in senso contrario le nostre tracce fino alla Baita Armentarga, continuando poi sulla veloce sterrata che porta digradando, nelle vicinanze del Laghetto Cavasabbia (km. 19,5 - ore 3,10). Poco più avanti, ci ritroviamo sulla stradina che porta al Rifugio F.lli Longo (girando a sinistra, possiamo ritornare direttamente alla partenza); la seguiamo in salita per circa 5 minuti fino all'ultimo tornante, dove infiliamo l'evidente itinerario che piega a sinistra verso Foppolo, calcando il nr. 208. Arrivati facilmente nei pressi del Rifugio Baitone, al bivio, abbandoniamo il sentiero che continua a destra in direzione Foppolo, curvando a sinistra in discesa. Un tratto più difficoltoso che degrada nella pineta, rapidamente, si ricollega alla carrareccia principale; lasciando correre le ruote artigiate, copiando le tracce della salita, ci ritroviamo nel centro di Carona, concludendo questo fantastico itinerario off road.

Buona pedalata e buon divertimento.


Rifugio Longo

Direz. Lago del Diavolo

Vista su Rifugio Longo

Direz. Baita Armentarga

Vista su Pizzo del Diavolo

Lago Rotondo

Direz. Pagliari


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