weebly reliable statistics
www.percorsimtbvalbrembana.it
  • Home
  • Chi siamo
  • Percorsi
    • Facili
    • Brevi
    • Medi
    • Impegnativi
    • Molto Impegnativi
    • Fuori Valle
    • Piazzatorre BIKE TOUR
  • Scialpinismo
    • Stagione 2021
    • Stagione 2020
    • Stagione 2019
    • Stagione 2018
    • Stagione 2017
    • Stagione 2016
    • Stagione 2015
    • Stagione 2014
    • Stagione 2013
    • Stagione 2012
    • Stagione 2011
    • Stagione 2010
    • Stagione 2009
    • Stagione 2007
    • Stagione 2006
  • News
  • Altro
    • Contatti
    • Facebook & Instagram
    • Dicono di noi...
    • Diario degli amici
    • Links a siti amici
    • Sezioni CAI Nazionali
  • Cartina
Header height will expand to fit your content. To increase the height of the header, use "space" element

Carona - Rifugio Longo - Lago del Diavolo - Rifugio Calvi

Fantastica escursione nella Conca del Calvi, famosa per racchiudere perle naturali delle Prealpi Orobie

Caratteristiche


  • LUOGO PARTENZA:   Carona (BG)  
  • LUOGO ARRIVO:   Carona (BG) 
  • TEMPO DI PERCORRENZA:   ore 3,40 effettive
  • LUNGHEZZA PERCORSO:   25,8 km
  • DISLIVELLO:   1323 m
  • GRADO DI DIFFICOLTA’:   IMPEGNATIVO
  • CICLABILITA’:   dal Rifugio Longo alla Baita Armentarga 30% - dalla Baita Armentarga alla Baita Mersa in salita 0% - dal Rif. Calvi alla Baita Armentarga in discesa 90% - nel restante percorso 100%.  
  • STAGIONI CONSIGLIATE:   tarda primavera - estate - autunno
  • RIFUGI D’APPOGGIO:   Rif. Longo tel. 0345-77070 - Rif. F.lli Calvi tel. 0345.77047
  • ACQUA LUNGO IL PERCORSO:   Carona - Pagliari - Baite del Dosso - Rifugi Longo e F.lli Calvi
  • CARTINE:   KOMPASS N° 104 - Foppolo / Valle Seriana
  • PERCORSI ALTERNATIVI:   in parecchi punti, è possibile riprendere la strada cementata, per ritornare facilmente a Carona.
  • PERCORSO REVISIONATO IL:   01.08.2026
  • NOTE:   Consigliata una MTB full - Utile la traccia GPS                                                                                                   
             Si raccomanda di prestare la massima attenzione e di mantenere una velocità moderata in discesa sulla strada principale               (sterrata/cementata). Durante la stagione estiva, infatti, è attivo il servizio di "jeep navetta" per i Rifugi Longo e F.lli                         Calvi: i mezzi salgono e scendono continuamente e lo spazio di manovra in curva può essere ridotto.

Parcheggio consigliato


Descrizione

ImmagineBaite del Dosso
La conca del Calvi è senza dubbio una delle zone delle Prealpi Orobie più conosciute e frequentate dagli appassionati dell'outdoor. In questa occasione però, anziché limitarsi alla classica salita e discesa sulla strada principale, l'itinerario si spinge lungo sentieri selvaggi e poco battuti. Questi luoghi hanno da sempre fascino particolare, grazie ai profili di splendide montagne che racchiudono perle naturali di rara bellezza; il percorso si sviluppa interamente su strade cementate, sterrati e sentieri di alta quota, toccando i Rifugi Longo e Calvi. Le salite sono molto impegnative e dispendiose, mentre le discese alternano tratti tecnici ad altri veloci e scorrevoli. ATTENZIONE: chi sceglie di seguire questa traccia deve essere consapevole che alcuni tratti richiedono di procedere con la bici a fianco, sia in salita che in alcune sezioni di discesa. I sentieri sono molto accidentati e dissestati: sono pertanto richieste ottime capacità tecniche e massima sicurezza nella conduzione della MTB. Saliamo con l'auto fino a Carona (1116 m) e parcheggiamo nel deposito a destra, subito dopo la chiesetta (fontana), oppure nel comodo e gratuito parking all'inizio del paese. Pedalando in piano, attraversiamo tutto il centro abitato fino all'ex centrale idroelettrica Enel dove, sulla sinistra, prende il via una salita che, poco dopo, diventa con il fondo acciottolato, rendendo la progressione difficoltosa (in alternativa, è possibile seguire la strada asfaltata che passa sopra la chiesa e si ricollega più avanti alla traccia).

ImmagineRifugio Longo
Poco sopra ritroviamo l'asfalto e, al bivio, andiamo a destra, raggiungendo in breve il bel Borgo di Pagliari, (fontana) per poi proseguire lungo la stradina cementata, che alterna tratti ripidi ad altri più comodi. Superiamo la splendida cascata che scende dalla Val Sambuzza, con rampe che toccano il 21% di pendenza e le Baite del Dosso dove è presente una fontana. Dove la strada spiana, tramite sterrato arriviamo al Lago del Prato a 1650 metri; prendiamo fiato e, al bivio prima del ponticello, svoltiamo a sinistra su cemento (5,5 km - ore 0,50 - disl. 525 m) seguendo le indicazioni per il Rifugio Longo. Su pendenze impegnative risaliamo quattro tornanti, compiendo poi un lunghissimo traversone che taglia la base del Monte Masoni; entrambi i settori presentano un fondo in cemento nei tratti più ripidi. Da qui lo sguardo spazia sul panorama: in basso il Lago del Prato e in alto, da sinistra, i Monti Cabianca e Valrossa, che spesso conservano chiazze di neve anche a stagione inoltrata.

ImmagineLago del Diavolo
Oltre alcune vallette, dopo una curva, improvvisamente vediamo la sagoma bianca del rifugio che contrasta con lo scuro e imponente versante del Monte Aga; guardando in basso, sul versante opposto, notiamo la traccia che andremo a percorrere in discesa. Dopo una pausa nell'accogliente Rifugio F.lli Longo (2026 metri), affrontiamo a piedi un breve, ma ripido tratto dal fondo smosso. Ripresa la sella, continuando a pedalare fino al termine della strada, dove raggiungiamo la diga dell'incantevole Lago del Diavolo (9,8 km - ore 1,35 - disl. 999 m): questo specchio d'acqua, situato in un catino naturale a 2142 metri di quota, riflette le pareti strapiombanti del Monte Aga (2720 metri). In questo punto si raccomanda di ignorare la traccia GPS e di rientrare comodamente lungo la strada sterrata. Il sentiero che scende direttamente sotto la diga, infatti, si è notevolmente degradato negli anni: i tornanti non sono più ciclabili e costringono a procedere interamente a piedi. Proprio davanti al Rifugio F.lli Longo, imbocchiamo il tracciato marcato CAI n° 258 che perde rapidamente quota, seguendo le indicazioni Baita Armentarga e Rifugio Calvi.

Immagine
Il tratto che ci separa dalla Baita Armentarga è il più impegnativo dell'intero percorso a livello tecnico. Tra pendenze elevate e alti gradoni rocciosi, le poche sezioni ciclabili vanno affrontate con estrema cautela: sono richieste ottime capacità di guida e massima sicurezza nella conduzione del mezzo. Il segmento iniziale lo superiamo, in gran parte, con la MTB a mano a causa di grossi sassi e "gradoni", ma nel pascolo più sotto riusciamo a pedalare con buona percentuale; dove inizia a spianare facciamo attenzione ad abbandonare il sentiero che prosegue diritto, piegando decisamente a sinistra in discesa, in direzione del torrente sottostante. Scavalchiamo la Valle del Sasso, seguendo fedelmente il nr. 258 che piega leggermente a sinistra, alzandosi di poco; prima andiamo a spinta, ma poi ci abbassiamo, in bici, arrivando sul percorso pianeggiante. Godendo di alcuni scorci sul Laghetto Cavasabbia, procediamo lungo la particolare e caratteristica via che deve essere affrontata con estrema attenzione e prudenza, per parecchi passaggi delicati.

ImmagineValle del Sasso
Lo strettissimo sentiero, che alterna brevi sezioni ciclabili a tratti da percorrere a piedi, si sviluppa tra canali molto scoscesi e passaggi verticali scavati nella roccia, attrezzati con cavi metallici di sicurezza. Il tracciato attraversa poi due passerelle sospese: in questo settore è assolutamente vietato soffrire di vertigini. Inutile specificare che questa sezione del percorso è riservato esclusivamente a biker con solida esperienza di cicloalpinismo​. Successivamente un rilassante pezzo piatto porta ad una presa d'acqua ed alla sottostante gippabile che, seguendola verso sinistra, in breve termina al rifugio, privato, Baita Armentarga a 1816 metri (12,9 km - ore 2,10). Proseguiamo verso la dighetta in cemento, attraversiamo un ponticello metallico e proseguiamo fino al bivio dove seguiamo le segnalazioni per Rif. Calvi, nr. 208; ora non resta che spingere o portare faticosamente la MTB per circa 15/20 minuti. Sfioriamo l'angolo della costruzione in mattoni di cemento all'Alpe Mersa, e continuiamo sul ripido tratturo che va ad incrociare la carrareccia, proveniente da Carona; curviamo a sinistra, andando poi a superare alcuni impegnativi tornanti che conducono a costeggiare l'immenso Lago Fregabolgia, chiuso a valle dalla grande diga. Attualmente a causa di imponenti lavori di ristrutturazione e manutenzione straordinaria dello sbarramento, l'invaso è quasi completamente vuoto.

ImmagineLago Fregabolgia
Dopo un ultimo sforzo, raggiungiamo finalmente il Rifugio F.lli Calvi situato a 2015 metri (km. 15,3 - ore 2,40 - disl. 1239 m), dove possiamo concederci una meritata pausa. Dalla terrazza panoramica (fontana) si gode della grandiosa cornice che questa splendida conca regala: un anfiteatro di montagne in cui domina l'imponente Pizzo del Diavolo di Tenda, con i suoi quasi 3000 metri di quota. Lasciato alle spalle il rifugio, scendiamo per una ventina di metri, andando ad infilare il sentiero a destra marcato CAI nr. 208, verso Lago del Prato. Pedaliamo sul panoramico itinerario che, passando sopra il delizioso Lago Rotondo, offre l'occasione per catturare particolari scatti, con il possente profilo piramidale come sfondo. Dopo alcuni passi il tracciato corre in una lunga diagonale, non sempre scorrevole, giungendo all'Alpe Mersa dove eravamo transitati in precedenza. Ripercorriamo in senso contrario le nostre tracce fino alla Baita Armentarga, continuando poi sulla veloce sterrata che porta digradando, nelle vicinanze del Laghetto Cavasabbia (19,5 km - ore 3,10).

ImmagineVista su Pizzo del Diavolo
Poco più avanti, nei pressi del Lago del Prato,  ci ritroviamo sulla stradina che porta al Rifugio F.lli Longo (girando a sinistra, possiamo ritornare direttamente alla partenza); la seguiamo in salita per circa 5 minuti fino all'ultimo tornante, dove imbocchiamo l'evidente sentiero che piega a sinistra verso Foppolo, immettendoci sul segnavia CAI 208. Arrivati facilmente nei pressi del Rifugio Baitone, al bivio, abbandoniamo il sentiero che continua a destra in direzione Foppolo, curvando a sinistra in discesa. Un tratto più difficoltoso che degrada nella pineta, rapidamente, si ricollega alla carrareccia principale; da qui non resta che lasciar correre le ruote artigliate: ripercorrendo al contrario la traccia di salita, rientriamo nel centro di Carona, dove si conclude questo fantastico e avvincente itinerario off-road.
​

Buona pedalata e buon divertimento.


Altre informazioni

Tracciato Google Earth
Immagine
Traccia GPS
Puoi scaricare la traccia in formato GPX cliccando 
qui

Altimetria
Profilo di elevazione con pendenze
Immagine
Foto

Galleria fotografica del percorso

Puoi vedere le nuove foto del percorso in Facebook

Il giudizio dei bikers

Hai già fatto questo percorso? Dai il tuo voto da 1 a 5.
Print Friendly and PDF
Hai bisogno di informazioni o vuoi comunicarci qualcosa in merito a questo percorso? Usa la pagina contatti.
Drag & drop footer content here
www.percorsimtbvalbrembana.it  ©2017-2026 Gianpietro Giupponi 
riservati tutti i diritti di utilizzo
contattaci

L' autore del sito comunica a tutti che: i percorsi pubblicati sono stati tracciati da persone competenti e che, in alcuni casi, vista la difficoltà degli stessi è consigliabile farsi guidare da persone esperte, onde evitare spiacevoli incidenti; in ogni caso si declina qualsiasi tipo di responsabilità in merito.
Si fa inoltre presente che: tutte le foto pubblicate, le tracce GPS, i video e i testi  sono di proprietà dello stesso autore pertanto è vietato qualsiasi tipo di riproduzione o copia, se non autorizzati per iscritto.

Contatti

© 2010-2015 www,percorsimtbvalbrembana.it