Caratteristiche
- LUOGO PARTENZA: Carona (BG)
- LUOGO ARRIVO: Carona (BG)
- TEMPO DI PERCORRENZA: ore 3,40 effettive
- LUNGHEZZA PERCORSO: 25,8 km
- DISLIVELLO: 1323 m
- GRADO DI DIFFICOLTA’: IMPEGNATIVO
- CICLABILITA’: dal Rifugio Longo alla Baita Armentarga 30% - dalla Baita Armentarga alla Baita Mersa in salita 0% - dal Rif. Calvi alla Baita Armentarga in discesa 90% - nel restante percorso 100%.
- STAGIONI CONSIGLIATE: tarda primavera - estate - autunno
- RIFUGI D’APPOGGIO: Rif. Longo tel. 0345-77070 - Rif. F.lli Calvi tel. 0345.77047
- ACQUA LUNGO IL PERCORSO: Carona - Pagliari - Baite del Dosso - Rifugi Longo e F.lli Calvi
- CARTINE: KOMPASS N° 104 - Foppolo / Valle Seriana
- PERCORSI ALTERNATIVI: in parecchi punti, è possibile riprendere la strada cementata, per ritornare facilmente a Carona.
- PERCORSO REVISIONATO IL: 01.08.2026
- NOTE: Consigliata una MTB full - Utile la traccia GPS
Parcheggio consigliato
Descrizione
Baite del Dosso
La conca del Calvi è senza dubbio una delle zone delle Prealpi Orobie più conosciute e frequentate dagli appassionati dell'outdoor. In questa occasione però, anziché limitarsi alla classica salita e discesa sulla strada principale, l'itinerario si spinge lungo sentieri selvaggi e poco battuti. Questi luoghi hanno da sempre fascino particolare, grazie ai profili di splendide montagne che racchiudono perle naturali di rara bellezza; il percorso si sviluppa interamente su strade cementate, sterrati e sentieri di alta quota, toccando i Rifugi Longo e Calvi. Le salite sono molto impegnative e dispendiose, mentre le discese alternano tratti tecnici ad altri veloci e scorrevoli. ATTENZIONE: chi sceglie di seguire questa traccia deve essere consapevole che alcuni tratti richiedono di procedere con la bici a fianco, sia in salita che in alcune sezioni di discesa. I sentieri sono molto accidentati e dissestati: sono pertanto richieste ottime capacità tecniche e massima sicurezza nella conduzione della MTB. Saliamo con l'auto fino a Carona (1116 m) e parcheggiamo nel deposito a destra, subito dopo la chiesetta (fontana), oppure nel comodo e gratuito parking all'inizio del paese. Pedalando in piano, attraversiamo tutto il centro abitato fino all'ex centrale idroelettrica Enel dove, sulla sinistra, prende il via una salita che, poco dopo, diventa con il fondo acciottolato, rendendo la progressione difficoltosa (in alternativa, è possibile seguire la strada asfaltata che passa sopra la chiesa e si ricollega più avanti alla traccia).
Rifugio Longo
Poco sopra ritroviamo l'asfalto e, al bivio, andiamo a destra, raggiungendo in breve il bel Borgo di Pagliari, (fontana) per poi proseguire lungo la stradina cementata, che alterna tratti ripidi ad altri più comodi. Superiamo la splendida cascata che scende dalla Val Sambuzza, con rampe che toccano il 21% di pendenza e le Baite del Dosso dove è presente una fontana. Dove la strada spiana, tramite sterrato arriviamo al Lago del Prato a 1650 metri; prendiamo fiato e, al bivio prima del ponticello, svoltiamo a sinistra su cemento (5,5 km - ore 0,50 - disl. 525 m) seguendo le indicazioni per il Rifugio Longo. Su pendenze impegnative risaliamo quattro tornanti, compiendo poi un lunghissimo traversone che taglia la base del Monte Masoni; entrambi i settori presentano un fondo in cemento nei tratti più ripidi. Da qui lo sguardo spazia sul panorama: in basso il Lago del Prato e in alto, da sinistra, i Monti Cabianca e Valrossa, che spesso conservano chiazze di neve anche a stagione inoltrata.
Lago del Diavolo
Oltre alcune vallette, dopo una curva, improvvisamente vediamo la sagoma bianca del rifugio che contrasta con lo scuro e imponente versante del Monte Aga; guardando in basso, sul versante opposto, notiamo la traccia che andremo a percorrere in discesa. Dopo una pausa nell'accogliente Rifugio F.lli Longo (2026 metri), affrontiamo a piedi un breve, ma ripido tratto dal fondo smosso. Ripresa la sella, continuando a pedalare fino al termine della strada, dove raggiungiamo la diga dell'incantevole Lago del Diavolo (9,8 km - ore 1,35 - disl. 999 m): questo specchio d'acqua, situato in un catino naturale a 2142 metri di quota, riflette le pareti strapiombanti del Monte Aga (2720 metri). In questo punto si raccomanda di ignorare la traccia GPS e di rientrare comodamente lungo la strada sterrata. Il sentiero che scende direttamente sotto la diga, infatti, si è notevolmente degradato negli anni: i tornanti non sono più ciclabili e costringono a procedere interamente a piedi. Proprio davanti al Rifugio F.lli Longo, imbocchiamo il tracciato marcato CAI n° 258 che perde rapidamente quota, seguendo le indicazioni Baita Armentarga e Rifugio Calvi.
Il tratto che ci separa dalla Baita Armentarga è il più impegnativo dell'intero percorso a livello tecnico. Tra pendenze elevate e alti gradoni rocciosi, le poche sezioni ciclabili vanno affrontate con estrema cautela: sono richieste ottime capacità di guida e massima sicurezza nella conduzione del mezzo. Il segmento iniziale lo superiamo, in gran parte, con la MTB a mano a causa di grossi sassi e "gradoni", ma nel pascolo più sotto riusciamo a pedalare con buona percentuale; dove inizia a spianare facciamo attenzione ad abbandonare il sentiero che prosegue diritto, piegando decisamente a sinistra in discesa, in direzione del torrente sottostante. Scavalchiamo la Valle del Sasso, seguendo fedelmente il nr. 258 che piega leggermente a sinistra, alzandosi di poco; prima andiamo a spinta, ma poi ci abbassiamo, in bici, arrivando sul percorso pianeggiante. Godendo di alcuni scorci sul Laghetto Cavasabbia, procediamo lungo la particolare e caratteristica via che deve essere affrontata con estrema attenzione e prudenza, per parecchi passaggi delicati.
Valle del Sasso
Lo strettissimo sentiero, che alterna brevi sezioni ciclabili a tratti da percorrere a piedi, si sviluppa tra canali molto scoscesi e passaggi verticali scavati nella roccia, attrezzati con cavi metallici di sicurezza. Il tracciato attraversa poi due passerelle sospese: in questo settore è assolutamente vietato soffrire di vertigini. Inutile specificare che questa sezione del percorso è riservato esclusivamente a biker con solida esperienza di cicloalpinismo. Successivamente un rilassante pezzo piatto porta ad una presa d'acqua ed alla sottostante gippabile che, seguendola verso sinistra, in breve termina al rifugio, privato, Baita Armentarga a 1816 metri (12,9 km - ore 2,10). Proseguiamo verso la dighetta in cemento, attraversiamo un ponticello metallico e proseguiamo fino al bivio dove seguiamo le segnalazioni per Rif. Calvi, nr. 208; ora non resta che spingere o portare faticosamente la MTB per circa 15/20 minuti. Sfioriamo l'angolo della costruzione in mattoni di cemento all'Alpe Mersa, e continuiamo sul ripido tratturo che va ad incrociare la carrareccia, proveniente da Carona; curviamo a sinistra, andando poi a superare alcuni impegnativi tornanti che conducono a costeggiare l'immenso Lago Fregabolgia, chiuso a valle dalla grande diga. Attualmente a causa di imponenti lavori di ristrutturazione e manutenzione straordinaria dello sbarramento, l'invaso è quasi completamente vuoto.
Lago Fregabolgia
Dopo un ultimo sforzo, raggiungiamo finalmente il Rifugio F.lli Calvi situato a 2015 metri (km. 15,3 - ore 2,40 - disl. 1239 m), dove possiamo concederci una meritata pausa. Dalla terrazza panoramica (fontana) si gode della grandiosa cornice che questa splendida conca regala: un anfiteatro di montagne in cui domina l'imponente Pizzo del Diavolo di Tenda, con i suoi quasi 3000 metri di quota. Lasciato alle spalle il rifugio, scendiamo per una ventina di metri, andando ad infilare il sentiero a destra marcato CAI nr. 208, verso Lago del Prato. Pedaliamo sul panoramico itinerario che, passando sopra il delizioso Lago Rotondo, offre l'occasione per catturare particolari scatti, con il possente profilo piramidale come sfondo. Dopo alcuni passi il tracciato corre in una lunga diagonale, non sempre scorrevole, giungendo all'Alpe Mersa dove eravamo transitati in precedenza. Ripercorriamo in senso contrario le nostre tracce fino alla Baita Armentarga, continuando poi sulla veloce sterrata che porta digradando, nelle vicinanze del Laghetto Cavasabbia (19,5 km - ore 3,10).
Vista su Pizzo del Diavolo
Poco più avanti, nei pressi del Lago del Prato, ci ritroviamo sulla stradina che porta al Rifugio F.lli Longo (girando a sinistra, possiamo ritornare direttamente alla partenza); la seguiamo in salita per circa 5 minuti fino all'ultimo tornante, dove imbocchiamo l'evidente sentiero che piega a sinistra verso Foppolo, immettendoci sul segnavia CAI 208. Arrivati facilmente nei pressi del Rifugio Baitone, al bivio, abbandoniamo il sentiero che continua a destra in direzione Foppolo, curvando a sinistra in discesa. Un tratto più difficoltoso che degrada nella pineta, rapidamente, si ricollega alla carrareccia principale; da qui non resta che lasciar correre le ruote artigliate: ripercorrendo al contrario la traccia di salita, rientriamo nel centro di Carona, dove si conclude questo fantastico e avvincente itinerario off-road.
Buona pedalata e buon divertimento.
Buona pedalata e buon divertimento.
Altre informazioni
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Tracciato Google Earth
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Altimetria
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Profilo di elevazione con pendenze
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