Caratteristiche
- LUOGO PARTENZA: Fusino - Val Grosina (SO)
- LUOGO ARRIVO: Fusino - Val Grosina (SO)
- TEMPO DI PERCORRENZA: ore 4,15 effettive
- LUNGHEZZA PERCORSO: 36 km
- DISLIVELLO: 1608 m
- GRADO DI DIFFICOLTA’: MOLTO IMPEGNATIVO
- CICLABILITA’: dal Bacino del Roasco alla Casèra di Cavic 70% - nel restante percorso 100%
- STAGIONI CONSIGLIATE: fine primavera - estate - autunno
- RIFUGI D’APPOGGIO: Malghera (il Rifugio Biancadino non è gestito)
- ACQUA LUNGO IL PERCORSO: occasionali ruscelli
- CARTINE: KOMPASS N° 96 / Bormio, Livigno
- PERCORSI ALTERNATIVI: giunti alla Casèra Mandri Vègi è possibile scendere direttamente verso la Casera di Sacco - da Malghera si può ritornare velocemente a Fusino tramite la SP 258
- PERCORSO PUBBLICATO IL: 16.09.2026
- NOTE: INDISPENSABILE una MTB FULL e la TRACCIA GPS
Parcheggio consigliato
Descrizione
Località Biancadin
Tra le stupende montagne della Valtellina esiste una piccola vallata laterale quasi sconosciuta ma, proprio per merito della sua ridotta notorietà, non subisce la consueta invasione di turisti. In questa escursione andiamo alla scoperta delle Val Grosina che è considerata una delle più belle valli delle Alpi Lombarde, situata sul versante Retico, e si divide in due grandi bacini: quello orientale detto anche Val d’Eita e quello occidentale o Val di Sacco, solcata dai due rami principali del Torrente Roasco. I suoi boschi, i corsi d’acqua, gli innumerevoli laghi cristallini, i pascoli sormontati da ghiacciai e cime superbe, sono gli scenari che caratterizzano la grande bellezza di questi posti, ideali sia per escursionisti di trekking che ai bikers. Questo spettacolare giro ad anello è molto impegnativo ed è riservato agli scalatori puri che non temono pendenze estreme e fatica: subito in partenza bisogna superare i 1100 metri di dislivello in poco più di 8 chilometri che, con pendenze anche superiori al 30%, portano all’incantevole pianoro dove si trova il Rifugio Biancadin. In seguito, l’interminabile traversone tracciato lungo i pendii che scendono dal Sasso Campana e dal Sasso Farinaccio, percorre un tratto del “Sentiero Italia” che, con innumerevoli sali-scendi, porta in Val di Sacco per poi perdere quota fra i numerosi alpeggi e malghe distribuite sul territorio.
Sentiero Italia - Località Lavazè
Giunti a Grosio, arrivando in auto da Tirano, imbocchiamo la carrozzabile della Val Grosina che, superata la frazione di Ravoledo, risale la stretta forra del Torrente Roasco fino al nucleo di Fusino (1203 m), nostro punto di partenza (a fianco della chiesa c’è un comodo parcheggio dove lasciare l’auto). Dopo una breve discesa passiamo sotto l’imponente mole della diga del Bacino del Roasco e, al primo incrocio, andiamo a destra dove ha inizio una faticosa strada sterrata con il fondo sassoso. Cominciamo a salire nel bosco passando a fianco della diga per poi ritrovarci ad affrontare una serie di rampe micidiali: alternando il fondo tra asfalto e cemento raramente si mantengono sotto il 19% di pendenza, si raggiungono piuttosto punte anche al 30%, obbligandoci in alcuni tratti con la bici a spinta. Senza possibilità di riprendere fiato sfioriamo le belle baite della località Colomber e quelle più in alto di Tabac e Pata (1780 m) - (4,5 km – ore 0,50 – 609 m di dislivello), situate in un ampio pascolo dove la vista si apre regalandoci i primi scorci panoramici.
Sentiero Italia - Direzione Casèra di Cavic
In un ambiente che ricorda molto quello svizzero, proseguiamo nella dura scalata che si inerpica sul ripidissimo versante soleggiato e finalmente, dopo la località Pata, l’inclinazione diminuisce permettendoci di rifiatare. Non dobbiamo illuderci poiché, dopo un piacevole traverso intermedio in falsopiano su sterrata più pedalabile, prima delle baite Moregno, riprendiamo decisamente a salire: bisogna ancora superare sei faticosi tornanti con pendenze pazzesche, dove il fondo molto smosso non aiuta nella progressione. Ora finalmente, in lontananza, si vede la bandiera ed il Rifugio Biancadin e, dopo un diagonale siamo sulla terrazza panoramica del bivacco (2255 m) - (9,1 km – ore 1,40 – 1092 m di dislivello). Un gruppetto di case e la suggestiva chiesetta bianca dedicata a S. Antonio Abate, con l’originale torre campanaria costituita da grandi travi in legno che sostengono due campane, conferiscono maestosità al paesaggio.
Sentiero Italia - Direzione Casèra di Cavic
A questo punto imbocchiamo il “Sentiero Italia” N° 201 che, nel suo lunghissimo sviluppo, richiede un enorme dispendio di energie: il percorso alterna di continuo salite molto faticose con la bici a spinta, a discese da affrontare con attenzione mentre il fondo sassoso, per molti tratti, non permette mai di allentare la concentrazione. L’evidente traccia scavata lungo i ripidi prati che scendono dal Sasso Campana passa dalla località Lavazè (2330 m), taglia una zona di detriti e roccia per poi arrivare in località Piän di Muntanèli (2360 m), situata sulla larga dorsale dello scosceso Sasso Farinaccio. Attorniati da un panorama maestoso, dove il Pizzo Matto, il Dosso Sabbione, la Cima Viola e le Cime di Lago Spalmo chiudono la testata della valle, continuiamo nell’interminabile traversata fino ad un incrocio che a destra porta al bivacco Pian del Lago (15,9 km – ore 2,40 – 1376 m di dislivello); da Biancadin, sommando tutte le porzioni, sono necessari circa 30 minuti con la bici a spinta.
Direzione Casèra di Mandri Vègi
Svoltiamo a sinistra lungo il sentiero che scende rapidamente nel pascolo, sfiora la Casèra di Cavic e termina a fianco della Casèra di Mandri Vègi (2062 m) dove incrociata una carrareccia e possiamo decidere se scendere a sinistra, direttamente verso la Casera di Sacco, oppure proseguire dritto per andare a scavalcare il Torrente Roasco che scorre nella parte alta di un ampio pianoro, chiuso dal gradino roccioso in cima al quale è posto il Bivacco Duilio Strambini. Noi scegliamo di andare a destra: seguiamo la “gippabile” fino alla baita solitaria in località I Piän de Mèz (2155 m), risaliamo il sentiero a fianco di alcune cascatelle per poi imboccare in discesa il single track identificato con il N° 255 che conduce alla Casera di Sacco.
Vista verso il borgo di Malghera
Una larga poderale porta rapidamente ad uno dei simboli di Malghera: il maestoso Santuario della Madre della Misericordie che precede l’ingresso al bellissimo complesso rurale dove si trova l’omonimo rifugio (1964 m) - (22,1 km – ore 3,20 – 1528 m di dislivello). Proseguendo nella pedalata scendiamo di poco oltre le baite per poi infilare l’itinerario che si stacca sulla destra, andando a compiere un lungo traverso in falsopiano nel bel bosco di larici, fino ad arrivare ad alcune baite il località Grasso di Preduna. La bella e pianeggiante forestale porta nell’ampio pascolo dell’Alpe Guinzana ma, in seguito, scende in modo molto ripido fino a giungere sul fondo della vallata incrociando la stradina comunale in località Ginugiola. Seguendo la stretta striscia asfaltata che corre fra diversi nuclei e prati ben curati, ci troviamo ben presto ai piedi della grande diga, chiudendo con poche pedalate questo singolare percorso.
Buona pedalata e buon divertimento.
Buona pedalata e buon divertimento.
Altre informazioni
Tracciato Google Earth
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Altimetria
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Profilo di elevazione con pendenze
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Galleria fotografica del percorso
Il video del percorso
Il giudizio dei bikers
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