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Cornalita – Sussia – Valle degli Zocchi

Bella pedalata sulla destra orografica del Brembo, fra i boschi ai piedi dei Monti: Molinasco, Castello Regina e Zucco

Caratteristiche


  • LUOGO PARTENZA:     San Pellegrino Terme (BG)
  • LUOGO ARRIVO:   San Pellegrino Terme (BG) 
  • TEMPO DI PERCORRENZA:   ore 3,30 effettive
  • LUNGHEZZA PERCORSO:   25,4 km
  • DISLIVELLO:   1029 m
  • GRADO DI DIFFICOLTA’:   IMPEGNATIVO per la ripida salita che porta a Vettarola e per diversi tratti tecnici in discesa,
    dove è richiesta un'ottima padronanza nella conduzione della MTB.                         
  • CICLABILITA’:   da S. Pellegrino T. a Sussia 100% - da Sussia a Frasnito 80 % - da Frasnito a S. Pellegrino T. 90 %  
  • STAGIONI CONSIGLIATE:   tutto l'anno
  • RIFUGI D’APPOGGIO:   nessuno
  • ACQUA LUNGO IL PERCORSO:   Cornalita, Sorg. Acqua della Fame, Alino, Cà Boffelli e Loc. Foppette.
  • CARTINE:   KOMPASS N° 105 - Lecco / Valle Brembana
  • PERCORSI ALTERNATIVI:   dalla località Sussia è possibile proseguire lungo la comoda sterrata fino alla località Vetta, per poi rientrare tramite la strada asfaltata fino al punto di partenza -  dalla frazione Frasnito è possibile scendere direttamente a San Pellegrino Terme lungo l'asfalto, oppure seguendo la mulattiera.
  • PERCORSO REVISIONATO IL:   04.05.2026
  • NOTE:   Consigliata una MTB full - Indispensabile la traccia GPS

Parcheggio consigliato


Descrizione

ImmagineCornalita
Questo avvincente percorso circolare, sulla destra orografica del Fiume Brembo, consente di pedalare su divertenti sentieri, tracciati fra fitti boschi ai piedi dei Monti: Sornadello, Molinasco, Castello Regina e Zucco. Una volta raggiunto senza grosse difficoltà il piccolo borgo montano di Sussia, in discesa l'itinerario diventa molto impegnativo e tecnico: ci si addentra nella selvaggia ed incontaminata Valle degli Zocchi, per poi concludere velocemente l'escursione lungo la Valle Merlonga. La Partenza avviene da San Pellegrino Terme (368 m): arrivando da Bergamo, al primo semaforo, giriamo a destra, attraversiamo il ponte e, dopo pochi metri, entriamo nel grande parcheggio in Via Piazzo. Iniziamo a pedalare sulla sede dell’ex linea ferroviaria, trasformata in pista ciclabile, in direzione di un ponticello; passiamo a fianco del Grand Hotel e, continuando diritto, superiamo una galleria che, in breve, porta al ponte per Dossena. ATTENZIONE: temporaneamente il tratto che dal Grand Hotel porta al ponte di Dossena è chiuso per rischio di caduta massi. Nel frattempo seguire la segnaletica che prevede una breve deviazione lungo la strada statale. Attraversiamo la strada asfaltata e saliamo, a sinistra, lungo il passaggio in cemento che porta alla frazione Cà de Rizzi. Proseguiamo, passando in tre gallerie illuminate, dopodiché attraversando il ponte che scavalca il fiume Brembo, arriviamo alle porte di San Giovanni Bianco; continuiamo fino ad un parcheggio dove, a fianco di un supermercato, alcune  indicazioni segnalano Cornalita.

ImmagineVal Grande
Seguendo alcuni tornanti con media pendenza, arriviamo alla frazione Cornalita (acqua) a 563 metri (6,5 km – ore 0,30 – 195 m di dislivello) dove, al termine della parte lineare, una freccia di legno indicante "Val Grande", segnala di piegare a sinistra. Ora inizia il bel sentiero che, con buon fondo, si sviluppa completamente nel bosco, alla base del Monte Sornadello. Prima in piano (al primo bivio tenere a destra) e poi con una serie di brevi salite, che solamente in poche occasioni non permettono di stare in sella, (al secondo bivio, ad un crocefisso in legno, tenere a sinistra in piano), passando per le “Terre Rosse”, arriviamo in Val Grande. Attraversiamo il ponticello sul torrente e scendiamo subito a sinistra, fino a collegarci ad un tratturo che sfiora la sorgente “Acqua della Fame”, per poi continuare in discesa. Ad un evidente bivio, vicino ad una casetta posta sul dosso "Ol Ròcol del Fred", abbandoniamo il percorso principale che continua in discesa e pieghiamo a destra, seguendo alcuni sali scendi, fino alla base di una ripida rampa.

ImmagineAlino
Imbocchiamo a sinistra con cautela, lo stretto e poco evidente sentierino percorrendolo per qualche metro a spinta; risaliti in sella ci manteniamo sulla via più visibile, per poi piegare bruscamente a sinistra in discesa. Attraversata una valletta seguiamo il tracciato principale, passiamo prima sopra un capanno da caccia, poi vicino ad una stalletta ai bordi del prato. Arrivati alla caratteristica frazione Paccacorna a 681 metri, (10,6 km –ore 1,05– 286 m di dislivello) transitiamo sotto un piccolo arco. Continuiamo a destra, in salita su asfalto, godendo un’ottima vista panoramica: sulla valle, sui monti che la circondano, zizzagando fra prati ben curati. Ad Alino, (687 m) dopo aver fatto scorta di acqua alla fontana nella piccola piazza, seguiamo le indicazioni Cà Boffelli e Vettarola, montando un “rapporto agile” che permette di affrontare facilmente la salita, con una pendenza media dell’ 12%. Arrampicandoci sul fianco del Monte Molinasco, da Alino, in 25 minuti arriviamo a Vettarola (quota 979 m) (15,6 km – ore 1,45 - 750 m di dislivello); passando attraverso un caratteristico sottopassaggio, ci ritroviamo nel piccolo borgo in una zona veramente bella (fontana), vivace di colori e profumi.

ImmagineVettarola
Ad un bivio, il tratturo disegnato nel prato lascia il posto ad una breve, ma ripidissima cementata che porta nei pressi di una grande stalla isolata, per poi piegare decisamente a sinistra, in piano, ai bordi del bosco. Ci immergiamo nella vegetazione, lungo il sentiero reso completamente ciclabile, grazie ai recenti lavori di recupero che hanno interessato tutto il tratto fino a Sussia. Pedalando sul tracciato principale, senza problemi di orientamento, sbuchiamo nuovamente in un prato che risaliamo sempre in sella puntando diritti al dosso superiore; incrociamo una strada sterrata che, con un ultimo breve sforzo, porta al piccolo borgo di Sussia (quota 1066 m - 18,3 m - ore 2,10 - 854 m di dislivello). Dalla terrazza antistante alla casa con le bandiere disegnate sulle pareti, scendiamo lungo la tecnica mulattiera che sfiora una bella chiesetta; poco prima che termini incrociando uno sterrato, punto in cui curviamo bruscamente a destra, in direzione Frasnito e San Pellegrino, segnavia CAI N° 506.

ImmagineDirezione Sussia
Da questo bivio, fino alla località Foppi. l'itinerario diventa molto impegnativo a causa di tratti: ripidi, ostici, strapiombanti e delicati, dove il sentiero è molto stretto; condizione essenziale che il terreno sia asciutto, contrariamente diventa estremamente scivoloso e pericoloso. L'assoluta padronanza e sicurezza nella conduzione della MTB, sono indispensabili; per tutto il resto del percorso, bisogna seguire fedelmente le marcature di colore giallo. Per evitare di danneggiare il delicato sentiero durante le frenate, si raccomanda di ridurre la velocità e di non strisciare la ruota posteriore durante le frenate! Piombiamo molto ripidamente, con una serie di stretti tornantini, sopra la profonda Valle degli Zocchi e proseguiamo, intervallando alcuni pezzi con la bici a spinta, sul lunghissimo traversone che corre lungo il versante molto scosceso del Pizzo del Sole. Più avanti il fondo migliora notevolmente e, dove il bosco si dirada, riusciamo a vedere la selvaggia vallata, mentre sul versante di fronte, una parte del percorso che andremo a percorrere successivamente.

ImmagineSussia
Giunti su una larga dorsale, ammiriamo la panoramica di San Pellegrino Terme; in discesa arriviamo alla piccola Fraz. Foppi, (20,9 km - ore 2,40) dove continuiamo passando attraverso il nucleo di case, in parte diroccate, incontrando dopo pochi metri una stradina bitumata. Andiamo a destra e, subito dopo il primo tornante, pieghiamo ancora a destra, sulla mulattiera che velocemente porta sulla strada asfaltata, nella parte alta di Frasnito. Giriamo a destra solamente per 100 metri, andando poi ad infilare un sentierino che inizia in salita, segnalato da indicazione per Monte Zucco. Il divertente e scorrevole itinerario che, solamente in una occasione obbliga a scendere dalla MTB, procede a ritroso, ma più basso di quota, sul medesimo pendio erboso percorso in precedenza. Lasciata sulla sinistra la deviazione che scende alla cascata Pissarota, arriviamo a scavalcare la Valle degli Zocchi, (ATTENZIONE: dopo importanti piogge è impossibile l’attraversamento) dove non resta che spingere o portare la bici in salita per circa 10/15 minuti, raggiungendo con parecchia fatica un grande traliccio.

ImmagineVista su San Pellegrino Terme
Ritornati in sella, sfioriamo un rudere completamente inserito nella vegetazione e proseguiamo con andamento di leggera salita; saltato un torrentello, siamo all’incrocio del tragitto (22,7 km - ore 3,10 - 1029 m di dislivello) che conduce fino alla vetta del Monte Zucco, a 1232 metri. Piegando a sinistra verso San Pellegrino Terme, affrontiamo un breve ma impegnativo pezzo che termina in coincidenza della Valle Merlanga; il disagio, causato dal tratto in cui abbiamo spinto la MTB, è largamente ripagato dalla fantastica discesa che si sviluppa, su un veloce sentiero, senza ostacoli e con pendenza regolare. Giunti alla bella  Baita degli Alpini, in località Foppette, (fontana) possiamo decidere se andare lungo il tratturo oppure seguire l’impegnativa mulattiera sottostante. Una stradina in cemento porta fra le case di San Pellegrino Terme in Via Opel, poco sopra la chiesa; nella piazza, girando a sinistra e poi subito a destra, siamo ad un incrocio con semafori. Andiamo diritti sul ponte per ritrovarci al punto di partenza, chiudendo questo divertente percorso.

Buona pedalata e buon divertimento.


Altre informazioni

Tracciato Google Earth
Immagine
Traccia GPS
Puoi scaricare la traccia in formato GPX cliccando 
qui

Altimetria
Profilo di elevazione con pendenze
Immagine
Foto

Galleria fotografica del percorso

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Il video del percorso

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